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Categoria : Home > Giochi > D'azzardo

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  • Google e la pubblicita sui giochi con denaro -
    Qualche novità dal mondo della grande G. Il motore di Mountain View ha da sempre vietato la pubblicazione di annunci a pagamento per quei siti che si occupano direttamente o indirettamente di casino e gioco di azzardo.
    Ma sembra che il re di internet voglia ritornare sui propri passi (per ora sono solo voci) consentendo agli operatori del settore gambling di fare della pubblicità.
    La conferma di tutto ciò farebbe sicuramente contenti gli operatori del sttore e anche il motore di ricerca naturalmente, tenuto conto che porterebbe al colosso americano una somma niente affatto trascurabile.
    I grandi operatori dei giochi a distanza non vedono l'ora di utilizzare un canale così potente e specifico (dal target elevatissimo) come gli annunci a pagamento di Google.
    L'argomento naturalmente è molto particolare e delicato e i tempi per una definitiva risoluzione della faccenda non saranno comunque brevi.
    In gioco ci sono molti risvolti, economici e sociali.
    Molti infatti lamentano che una pubblicità di questo tipo su un motore di ricerca comportrebbe ulteriori problemi per quanto concerne il gioco patologico e la dipendenza da esso.
    Per altri invece, gli utenti avranno una ulteriore possibilità di scelta e gli inserzionisti, potranno entrare meglio in contatto con il loro pubblico potenziale, ribadendo che i filtri presenti nel motore di ricerca (Safe Search) danno comunque la possibilità all'utente di evitare di visualizzare siti dal contenuto sessuale o sul gioco di azzardo rimuovendoli dai risultati di ricerca.
    Gli annunci sui giochi in denaro saranno quindi automaticamente inseriti nella categoria riservata agli adulti e non sarà pubblicata in occasione di ricerche dove l'internauta ha applicato il filtro "Safe Search".
    La speranza è che ciò permetterà di migliorare l'esperienza della ricerca per gli utenti ed al tempo stesso di facilitare gli inserzionisti nello stabilire un contatto con i consumatori.

  • Italiani campioni di poker -
    Un italiano sul tetto del mondo. Si chiama Salvatore Bonavena e si è aggiudicato la finale del torneo di Praga, la 5a tappa dell'European Poker Tour, intascando un premio di 700 mila euro (Il montepemi totale era di 3 milioni di euro).
    Il secondo premio è andato ad un altro italiano, Massimo Di Cicco, cinquantenne di professione dentista.
    Salvatore Bonavena è quindi il primo italiano ad aggiudicarsi una finale del campionato europeo di Texas Hold'em.
    Il successo del nostro connazionale non fa altro che confermare la popolarità che questo gioco ha raggiunto in Italia.

    Al torneo di Praga si sono sfidati oltre 500 iscritti provenienti da 40 paesi differenti.
    Gli italiani, è bene sottolinearlo, si sono distinti, portando 3 uomini in finale in un torneo che vanta la presenza dei migliori giocatori del mondo.
    Emozionatissimo Massimo Di Cicco che commenta così la sua impresa:
    "Non avrei mai pensato di arrivare cosi lontano. A questi livelli la tensione è altissima e si pensa solo ad andare il più avanti possibile. La cosa che mi ha dato più emozione è stato annunciare al telefono a mia moglie e ai miei figli quello che era accaduto".

    Il successo di Bonavena non è che l'ultima affermazione che ha visto l'Italia affermarsi prepotentemente in un gioco che ormai fa parte del palinsesto nelle serate televisive di Mediaset e Sky.
    Senza dimenticare i successi a Las Vegas di Dario Minieri e di Massimiliano Pescatori che hanno conquistato in questo 2008 uno dei titoli delle World Series.
    Il prossimo appuntamento con il campionato europeo, è a Deauville dal 20 al 24 gennaio del 2009.
    I nostri sono già pronti.

  • Scommesse live -
    Sempre maggior successo per le scommesse live, vale a dire quel tipo si scommessa che viene eseguita quando l'evento sportivo è già iniziato. Nel corso del 2007 questo nuovo modo di scommettere ha assicurato più di ottanta milioni di euro, cioè il 3% circa dell'intero giro di affari assicurato dalle scommesse sportive.

    Con il 2008 che si deve ancora chiudere, il bilancio vede per ora una raccolta di 130 milioni e per la fine dell'anno si arriverà a quota 150.
    Il volume è quindi raddoppiato.
    Siamo di fronte a dei dati molto incoraggianti e superiori a qualsiasi previsione.
    La conseguenza è che crescerà nei prossimi mesi l'offerta degli eventi che consentirà di scommettere in modalità "Live".
    Vista la crescente importanza che queste scommesse stanno acquisendo, gli operatori hanno deciso di lanciare nuove possibilità sul calcio e sulla pallavolo.

    Molti hanno fatto già il debutto da un paio di settimane.
    Per il calcio si tratta di due nuovi Under/Over (2,5 e 3,5) mentre per il volley di nuove possibilità sul Testa a Testa.
    Per il volley si potrà giocare sia sull'esito del singolo set (prima che una squadra arrivi al punto numeroi 23) che sull'esito del match.

    Rimanendo sulle nuove opzioni possibili arriverà tra qualche giorno, per il calcio, la squadra 1X2.
    Sarà possibile scommettere sul rendimento di una squadra in base alle reti messe a segno nel primo e nel secondo tempo.
    Con il segno "1", si prevede che una formazione segnerà più reti nel primo tempo rispetto al secondo, con il segno "2" esattamente il contrario, mentre con il segno "X" si scommette che la squadra segnerà lo stesso numero di goal sia nel primo che nel secondo tempo.

  • La riorganizzazione del gioco in Italia -
    Si è parlato di molte cose nell'ultimo convegno promosso dalla Federgioco (l'associazione nazionale dei soggetti che esercitano l'attività di casa da gioco autorizzata). Dallo spinoso problema dell'apertura di nuovi casino, agli spazi per le nuove slot, fino al futuro del mondo dei giochi in denaro in Italia.
    L'Associazione rappresenta essenzialmente le quattro società di gestione dei casinò italiani: Campione d'Italia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia.

    Lo scopo principale dell'associazione è rivolta al miglioramento delle disposizioni di legge sui giochi e sulle case da gioco in Italia, con lo scopo di migliorarne l'ordinamento e lo sviluppo tecnico e gestionale, svolgendo al tempo stesso attività di studio, informazione e consulenza.
    Dal dopo guerra ad oggi l'offerta di giochi in Italia è stata soddisfatta grazie alle quattro case da gioco autorizzate, ma negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva e costante liberalizzazione delle attività di gioco che ha portato all'attuale status del fenomeno.
    Le tante richieste di creare nuove case da gioco in Italia e la volontà di difendere la posizione delle case esistenti sono tra i principali motivi che hanno portato alla redazione del documento messo a punto dalla Federgioco.

    Questo documento si caratterizza su tre punti principali:
    1. una premessa sull'Associazione.
    2. il mercato del gioco in Italia. Il gioco pubblico, le case da gioco autorizzate, i controlli e la sicurezza.
    3. la posizione dell'associazione in merito all'apertura di nuovi case da gioco.

    I numeri del gioco in Italia sono notevoli:
    Oltre 40 miliardi di euro giocati complessivamente dagli italiani nel 2007, di questi il 17% è finito nelle casse dell'erario.
    Ogni italiano per il gioco ha speso mediamente circa 700 euro.
    La parte maggiore proviene dalle macchinette da intrattenimento, seguono le lotterie nazionali e i gratta e vinci.
    A seguire il lotto e i giochi sullo sport e l'ippica, il superenalotto e per ultimo il bingo.
    I nuovi punti vendita di giochi pubblici (quelli aperti a seguito del bando di gara Bersani) sono oltre 16 mila, tra negozi e punti di gioco sia sportivo che ippico, poi ci sono quasi 300 sale bingo e 1000 agenzie.

    Secondo Federgioco in Italia appaiono urgenti i seguenti interventi:
    1) bloccare lo sviluppo e la diffusione ulteriore del gioco d'azzardo fino a quando non si sarà concluso uno studio approfondito sul fenomeno.
    Su questo punto, aggiungiamo noi, l'associazione si arrocca su posizioni molto difensive e protezionistiche, cercando di ostacolare un fenomneo che invece è salutare in qualsiasi settore: scelta ampia e concorrenza.

    2) avviare studi accurati sulla diffusione del gioco d'azzardo e sulle conseguenze sociali del fenomeno.
    Peccato che questa preoccupazione si palesi solo ora che la posizione di monopolio sembra vacillare.

    3) adattare criticamente e consapevolmente l'offerta di gioco pubblico per evitare le distorsioni emerse.
    Quali distorsioni??

    4) prevedere un sistema di controllo sul sistema del gioco a garanzia del consumatore e dei molti operatori del settore.
    Questo sistema in realtà già esiste, semmai andrebbe migliorato.

    I motivi sulla posizione radicale di contrasto all'apertura di nuove case da gioco sono molteplici.
    Per primo la considerazione secondo cui le leggi che vietano l'esercizio del gioco d'azzardo rispondono all'interesse della collettività di vedere tutelata la sicurezza in presenza di un fenomeno che si presta a fornire l'habitat ideale ad attività illegali.
    In più è necessario garantire sempre elevati standard di sicurezza sia sul fronte della correttezza dei giochi, che sulle transazioni economiche.
    Infine viene posto l'accento sul fatto che i sistemi di controllo adottati dai casinò al fine di tutelare i clienti sono ingenti e costosi e quindi con molta difficoltà potrebbero essere riprodotti in realtà di dimensioni inferiori.
    Su questo aspetto le critiche e le obiezioni da muovere sono molte: innanzi tutto si dà per scontato che le nuove realtà saranno di piccole dimensioni e si dimentica che le tecnologie a disposizione oggi sul versante della sicurezza e della tutela degli utenti sono ormai consolidate e a basso costo.
    Si finisce poi col menzionare che la sottrazione di risorse economiche agli enti locali che attualmente ne beneficiano comporterebbe dei seri danni alle entrate di quest'ultimi.
    Già, come se una diffusione più capillare delle case da gioco fosse un male, e l'alternativa, la concentrazione in poche località, sia invece la soluzione migliore.

  • Il poker arriva in TV -
    E' la nuova era del poker. Dopo le tante vicissitudini del poker sportivo, fenomeno per il quale gli italiani nutrono una fortissima passione, si è arrivati ad una specie di sanatoria che ha tentato di regolarizzare questa nuova disciplina. La pratica di questo gioco ha conquistato in Italia sempre nuovi adepti fino ad arrivare alla creazione di numerose associazioni, di una federazione nazionale e di numerosi tornei organizzati su tutto il territorio nazionale.
    Sono veramente numeri eccezionali quelli del neonato mercato italiano.

    La situazione attuale, con solo 3 provider attivi per la modalità "real money", stà proponendo dei risultati eccezionali con un forte trend di crescita.
    Ogni giorno vengono giocati oltre 25 mila tornei.
    Si organizzano tornei molto seguiti anche in tv e che raccolgono un numero elevatissimo di partecipazioni.
    Proprio sul fronte TV ci sono importanti novità.
    Il mercato dei giochi a distanza segna l'ingresso di un nuovo soggetto.

    Endemol Italia, secondo diverse indiscrezioni, ha infatti siglato un accordo con Microgame, (service provider per il gioco telematico) per lo sviluppo del poker on line in televisione.
    E' la prima società di produzione televisiva indipendente ad operare nel nostro Paese; è presente sul mercato italiano dal 1986 e dal 1998 è entrata a far parte del gruppo Endemol, la multinazionale originaria dei Paesi Bassi leader nella produzione di format televisivi e di prodotti per piattaforme on-line, presente con 50 società operative in più di 20 Paesi del mondo.

    Endemol si occuperà dello sviluppo di eventi trasmessi in TV riguardanti il poker on line affidandosi all'esperenzia e alla provata competenza di Microgame come service provider.
    I tornei saranno trasmessi dalle reti Mediaset ed il primo dovrebbe andare in onda su Italia1.
    Endemol Italia ha aderito a "People's Poker Network", la più grande community-poker presente in Italia che vanta oltre 800 mila conti di gioco.

  • Ippica salvata dalle slot machine -
    Ci sono state proteste, tante, e anche uno sciopero di un mese ma alla fine sembra che la soluzione sia stata trovata. Gli ippodromi e le corse sono rimaste ferme per diverse settimane.
    Una mobilitazione che ha costretto questo sport ad uno stop forzato senza precedenti con 22 gran premi che sono saltati.
    Ad aiutare un settore, che sta vivendo una crisi mai provata in passato, ci penseranno le slot machine.
    O meglio, ci ha pensato un decreto legge (del 25 settembre) prorogando la vecchia gestione da parte di Sisal del Superenalotto, in attesa delle verifiche per il passaggio alla nuova concessione (che sarà sempre di Sisal ma con modalità diverse).

    Ci sono dunque diverse novità:
    1 - è prevista una gara per 3000 nuove concessioni per la raccolta di giochi su base ippica e sportiva.
    Tale provvedimento avrà l'effetto di allargare il mercato permettendo a chi scommette su eventi sportivi di giocare anche sull'ippica.
    Le nuove entrate andranno ad alimentare il sempre più basso montepremi ippico, minacciato da mesi da un calo drastico delle scommesse.
    2 - un contributo per l'anno 2008 di ben 32 milioni da destinare all'Unire (l'unione per l'incremento delle razze equine che gestisce il settore) e un versamento, sempre all'Unire, dell'1% di tutti gli incassi delle "macchine da intrattenimento", le ormai notissime slot machine.

    Tenendo conto che dalle slot arriva circa la metà di tutta la raccolta dei giochi in Italia, ci si rende conto che l'iniezione di denaro a supporto del settore non è affatto trascurabile.
    Nell'anno precedente sono stati 18 miliardi circa, nel 2008 dovrebbero essere una ventina.
    In pratica nelle casse dell'Unire dovrebbero entrare circa 200 milioni di euro.
    In questi giorni il disegno di legge, che bisogna ricordare regola anche il gioco on-line e l'introduzione di slot macchine di nuova generazione, sta per affrontare l'esame del parlamento.
    L'intero mondo dell'ippica sta a guardare con la speranza che tutto fili per il meglio.

  • Sale la febbre del gioco -
    All'inizio c'erano solo le scommesse, e si è trattato di un inizio timido, ora ci sono anche i gratta e vinci e il poker. Il gioco online continua a fare seguaci e sembra non fermarsi più. Alcune domande quindi vengono alla mente da sole: quanti sono i giocatori on line? Come si comportano? Quali prospettive ha questo mercato?
    La Doxa ha provato a dare risposta a questi interrogativi con uno studio specifico intervistando un campione di circa 4000 persone.
    Il campione rappresenta la popolazione italiana con una età maggiore di 15 anni. Al primo si è aggiunto un secondo campione di 2000 utenti internet.
    Partiamo da alcune definizioni. il giocatore on line è colui che gioca dei soldi attraverso internet, in tante modalità: scommesse sportive, poker, lotterie istantanee, casinò on line.
    I giocatori attivi in Italia sono circa 700 mila, di questi ben 550 mila sono possessori di almeno un conto di gioco.
    Ciascun giocatore mediamente fa una puntata a settimana, circa 35 euro la somma messa a disposizione. l'1% fa invece puntate che superano i 1000 euro.

    Analizzando le tipologie si scopre che le scommesse sportive la fanno da padrona.
    3 giocatori on line su 4 sono appassionati di scommesse su discipline sportive.
    Anche se se questo settore vive un autentico boom, chi punta via internet rappresenta comunque una minoranza, rappresentando il 3,5% della popolazione.
    Per quanto riguarda il poker i dati dicono che lo 0,7% di utenti internet (150 mila persone circa), si è già dedicato al poker online, con un giro d'affari valutato 100 milioni di euro.
    Sul poker il dato che colpisce comunque riguarda i giocatori potenziali (quelli che in futuro potrebbero avvicinarsi al gioco), la stima parla di 200 mila persone, un numero che è superiore ai giocatori attualmente attivi in questo segmento.
    La conclusione è che il mercato qui potrebbe addirittura triplicarsi nel giro di pochissimo tempo.

    Tra coloro che non sono abituati a giocare su internet l'atteggiamento sembra essere un mix tra disinteresse e addirittura diffidenza.
    Sui motivi che impediscono di avvicinarsi al gioco il 65% degli intervistati risponde con un generico "non mi interessano".
    Il 10% manifesta la paura che possano nascondersi delle truffe, il 9% perchè non vuole rischiare di perdere soldi.
    Soltanto un misero 2% fa riferimento al pericolo di possibili dipendenze patologiche dal gioco.

    Una parte della ricerca ha comunque riguardato anche i giochi "non in rete".
    Di tutti i giochi pubblici, il gratta e vinci è quello a cui ci si avvicina com maggiore frequenza.
    Il 42% acquista i biglietti della cosiddetta "lotteria istantanea"; poco distanziato il Lotto e il Superenalotto col 40%.
    In profonda crisi i giochi a pronostici che una volta spopolavano: Totocalcio, Totogol, Corsa Tris si fermano al 17%.
    7 persone su 100 si dedicano in modo piò o meno saltuario al bingo.
    Le percentuali sopra menzionate raddoppiano se si considera un campione costituito da soli utenti internet.
    La conclusione che possiamo trarre analizzando questi dati è dunque la seguente: chi utilizza internet gioca molto di più, sia on line che in modo tradizionale.

  • Skill games. Ora si fa sul serio -
    Tutti lo dicevano da tempo e ora si sta avverando: una buona parte degli scommettitori e dei giocatori sarebbe prima o poi transitata su internet. I giochi d'abilità, fortemente voluti dall'ex ministro Bersani nel 2006, ora sono una bella realtà.
    In Italia questi giochi sono sotto il controllo dei Monopoli di Stato, per mezzo di Sogei che vigila sul funzionamento di ogni singola partita.
    Gli italiani hanno quindi cominciato a giocare al poker americano, partendo da un minimo di 50 centesimi a un massimo di 100 euro.
    Ma non parliamo di gioco di azzardo.
    Lo stato ha posto molta attenzione a questo aspetto e l'unica forma di gioco ammessa è quella del torneo.
    La legge consente di confrontarsi solo sul piano dell'abilità pura.
    E il poker la fa da padrone anche perchè il pubblico si è avvicinato a questo gioco grazie alle trasmissioni televisive e al momento l'entusiasmo sta superando qualsiasi aspettativa.
    All'inizio le partite si sono svolte senza denaro, si poteva giocare solo per divertimento e nonostante questo la risposta da parte degli appassionati è stata notevolissima.
    Le previsioni parlano di circa 100.000 conti di gioco, cioè di persone che aprono un conto e versano denaro per giocare.
    E in un immediato futuro l'orario per le partite sarà esteso a tutte le 24 ore (ora ci sono delle limitazioni).

    Il Texas Hold'em ha registrato un vero boom in Italia, con la televisione che ci ha messo lo zampino trasmettendo i grandi tornei organizzati negli Stati Uniti.
    Ma gli italiani potranno giocare anche a tutte le varianti del poker, dall'Omaha allo Stud senza tralasciare altri giochi famosi come il blackjack e il backgammon.
    Per evitare il gioco compulsivo e qualsiasi altra patologia legata al gioco in Italia sarà possibile puntare solo determinate somme di denaro e soprattutto esclusivamente in forma di torneo sportivo.
    Con 1 solo euro si può giocare contro centinaia di giocatori.
    Questo è un principio che serve ad evitare il gioco compulsivo, che invece è favorito proprio da quei giochi dove invece è possibile giocarsi qualsiasi somma anche in pochi minuti, prendete ad esempio le slot machine dove un giocatore può inserire una moneta ogni venti secondi.

    Sul fronte della sicurezza le rassicurazioni non mancano.
    Sono stati messi a punto dei meccanismi che impediscono a due giocatori di mettersi d'accordo per ingannare gli avversari e dividersi il premio in palio.
    Ogni giocatore viene monitorato costantemente: contro chi gioca, quanto gioca e come vince.
    Se due giocatori si ritrovano con una frequenza sospetta allo stesso tavolo per ingannare gli avversari, il sistema se ne accorge ed interviene segnalando l'anomalia.
    Negli Skill Games è il più abile che deve vincere anche se il denaro rappresenta lo scopo del gioco, e le logiche devono restare molto distanti da quelle tipiche del gioco d'azzardo.

  • La proposta per aprire nuove sale da gioco -
    Forse è l'effetto di internet e della scossa che è arrivata negli ultimi anni in questo settore, perchè in questi giorni si parla tanto dell'apertura di nuove sale da gioco; e la cosa è arrivata fino al parlamento italiano.
    Il Governo ha accolto alla Camera un Ordine del Giorno in cui si impegna a prendere in esame la possibilità di "riaprire il casinò di Taormina" e a valutare l'opportunità di aprire nuove case da gioco, soprattutto nel sud Italia.

    In pole position ci sarebbero le città che hanno già ospitato in passato strutture similari o, comunque, che abbiano già avanzato richiesta all'istituzione di una casa da gioco sul proprio territorio.
    Il tutto si muove all'interno di un progetto atto a dare maggior sviluppo turistico e occupazione in alcune aree del nostro peese.
    E' una questione paragonabile all'apertura di nuove centrali nucleari, perchè anche se il gioco di azzardo in Italia è limitato ai 4 grandi casino, in realtà siamo circondati da sale da gioco in paesi vicini come Slovenia, Malta e Austria e ogni membro dell'unione europea si è dotata di una normativa sulle sale da gioco.

    Solo l'Italia sfugge a questa regola e i tempi sembrano maturi per riorganizzare seriamente l'intero settore.
    Non si esclude quindi la presentazione di un disegno di legge in materia nei prossimi mesi.
    La linea del governo punterebbe ad un riequilibrio della presenza delle sale da gioco sul territorio nazionale; non bisogna dimenticare che gli attuali casinò sono tutti ubicati nel nord Italia.

  • Al via i tornei con soldi veri -
    Ci sono voluti diversi anni, studi e azioni legali e sperimentazioni varie ma finalmente gli skill games arrivano anche in Italia e con denaro vero.
    Anche gli italiani dunque potranno giocare al poker e partecipare ad un mercato molto ampio dal valore di circa 400 milioni di euro annui.
    Il primo torneo è stato organizzato dalla piattaforma Gioco Digitale ed è durato poco più di un'ora e mezza.
    Gli organizzatori sono molto soddisfatti di come sia andata la prima assoluta e contenti per aver rispettato l'impegno di essere stati i primi in Italia ad organizzare un torneo di poker online con soldi veri.
    Al primo torneo di Texas Hold'Em (quota di ingresso di 0,50 centesimi), si sono iscritti 18 giocatori e il tavolo è stato riempito in soli 6 secondi.
    Al primo torneo in assoluto ne sono seguiti altri naturalmente e le statistiche dicono che mediamente la durata di ciascuna competizione è di circa un'ora.
    Il gioco con soldi veri è assai diverso, dal punto di vista del comportamento dei giocatori, dai tornei a premi svolti fin d'ora.
    I giocatori infatti mostrano molta più attenzione e sono molto più concentrati su quello che fanno, come non capirli visto che si tratta di soldi veri, praticando un un gioco molto più ragionato.
    Il ghiaccio insomma è stato rotto ed ora si tratta di vedere quale sarà l'andamento delle giocate nei prossimi mesi, visto e considerato che anche gli altri operatori incominceranno la loro attività.
    Le premesse sono comunque buone e visto l'interesse che questo gioco suscita nella società in generale tutti si aspettano un successo più che scontato.
    Il fascino del grande campione di poker, colui che con grande freddezza e intuito riesce a portarsi a casa un montepremi da favola, richiamando al tempo stesso le atmosfere tipiche e anche un pò stereotipate dei tavoli verdi, è molto forte nell'immaginario collettivo e rappresenta una molla incredibile alla diffusione e all'affermazione di questo gioco.


PAGERANKTEN di Riccardo Banfi - Online dal 6 marzo 2007