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Come aumentare le visite al tuo sito, blog, portale... - 05-01-2009
E' la domanda focale sul web. Vediamo allora cosa consigliano nella grande rete! Una piccola e, certamente, non esaustiva guida per farsi ''conoscere'' nel fantastico mondo di internet!
Per il buon "zio Traffyk" non devi fare altro che scrivere un articolo intitolato ''Come aumentare le visite al tuo sito, blog, portale''... e ripetere la stessa frase all?interno del post, magari un pochino in tutte le sue varianti di keywords.
"Una volta pubblicato l?articolo tutti cercheranno come aumentare visite, e sicuramente qualche visita su Google la otterrai sempre, se poi il giochetto ti funziona e qualcuno magari ti linka per la bravata allora probabilmente salirai anche di posizione nelle ricerche". Parola di zio Traffyk... il quale, poi, cordialmente ci invita a linkarlo!
Una via un po' più SEO è invece quella indicata da Emanuele Tolomei su espertoseo.com
Si articola in poche precise mosse (10 per la precisione, che per non essere irriverente non chiamerò i 10 comandamenti del Seo...) spero piuttosto efficaci.
1. Title tag - Ogni pagina del vostro sito dovrà avere un Titolo distinto dal resto del sito, in modo tale che venga riconosciuta da Google come un elemento diverso dalla Home-page, e per questo posizionato in relazione al suo contenuto. Nel titolo, che non dovrà superare gli 80 caratteri, vanno inserite le principali Keywords alle quali mirate.
2. Contenuto - I contenuti (Keyphrases) devono essere di qualità, e dove è possibile vanno supportati da immagini, video, testi e il maggior numero di contenuti multimediali. Le parole chiave devono susseguirsi in ordine logico nel testo senza far perdere la fluidità nella lettura.
3. Qualità Links - L'autorità dei BackLink che puntano al vostro sito è sempre più determinante, fino al punto che si può ottenere un PR (page rank) più alto con un minor numero di Link di ritorno rispetto a qualche tempo fa. Inoltre i link di ritorno favoriscono una maggiore frequenza di scanzione del vostro sito, che sarà passato al setaccio dagli spider, ogni volta che essi troveranno un vostro link da qualche parte.
4. Quantità Links - I link di qualità sono molto difficili da ottenere specialmente all'inizio e quindi è bene ricorrere alle comuni directory, sempre più in aumento. Quelle più attendibili continuano a essere DMOZ e Yahoo Directory, l'importante è fare una scelta accurata della sezione nella quale andrete a collocarvi.
5. URL - L'importanza del URL è spesso discussa, ma una cosa rimane sempre indiscutibile. Ai motori di ricerca non piacciono troppi parametri nell'URL (facile confondere le spider con '&' e '?') e la gente non è in grado di leggere certi tipi URL ne tanto meno decifrarne il significato in un colpo d'occhio. Questo aspetto è molto importante perchè inserire parte del titolo in questo campo consente a chi sta per cliccare che a quell'indirizzo troverà quello che stava cercando.
6. Spider Food - Gli Spider mangiano HTML, molto meno contenuti in Flash. Mangiano testo, non le immagini. Rendere felici gli spide, quindi, con HTML (di buona qualità, cioè ben scritto e formattato) con enormi quantità di testo da mangiare.
7. Architettura del sito - C'è un sacco di considerare qui, ma l'obiettivo è la creazione di un sito facilmente accessibile agli spider, un sito che dice loro dove andare e cosa da indicizzare. Le sitemaps sono di vitale importanza per questo scopo, come lo è l'uso corretto del file Robots.txt.
8. Aggiornare frequentemente i contenuti - Si potrebbe creare un sito e lanciarlo nel web senza problemi, e magari vederlo anche ben posizionato nelle SERP all' inizio, ma gli altri non staranno a guardare e creeranno dei contenuti che schiacceranno i vostri in pochissimo tempo, è quindi necessario aggiornare il sito periodicamente. Attualmente direi che siamo a un punto in cui almeno una cosetta alla settimana va fatta. Per i blog direi almeno ogni due-tre giorni.
9. Inizia un blog - Un ottimo metodo per ottenere popolarità in breve tempo è quello di aprire un Blog, magari anche esterno al sito, che tratti di argomenti pertinenti e rimandi a contenuti del sito stesso. L'autorità ottenuta dal Blog aiuterà il posizionamento del vostro sito principale. Vale anche il viceversa, ovvero un sito ''esca'' verso il blog...
10. Non dimenticare il fattore umano - Questo è l'aspetto più importante, probabilmente dovrebbe essere più in alto nella lista. C'è un arte per la progettazione di un sito che è amico di entrambi i crawler di Google e in ultima analisi, le persone che vogliono convertire. Quindi crea prima un sito amisura d'uomo e poi pensa agli spider dei motori di ricerca. L'usabilità è un aspetto fondamentale non tanto per ottenere visite, ma per fidelizzare il visitatore.
Spero di avervi fatto cosa gradita con questa piccola raccolta di consigli trovati ''online''.
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Il supplizio di ''Tantalo'' Vozza - 04-01-2009
il "Supplizio di Tantalo" chi desidera ardentemente una cosa, ce l'ha a portata di mano, ma non può toccarla, né tanto meno possederla. Proprio questo, infatti, capitò al potente re Tantalo, castigato dagli dei ad eterna fame e sete nell'Averno. La pena divenne supplizio poiché il malcapitato sovrano fu immerso in un lago di limpide acque, che però si ritiravano non appena faceva l'atto di bere. Allo stesso tempo, sul suo capo pendevano rami carichi di frutti splenditi, i più gustosi e succulenti, che si ritraevano non appena stendeva la mano per coglierli.
Mi ha rimandato proprio a questa storiella mitologica la dichiarazione resa dal sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, nell'ambito della verifica dell'attuazione delle linee programmatiche 2008-2009. "Sono tanti i cantieri aperti in città nel corso degli ultimi mesi, così come i servizi avviati e riconfermati, testimonianze tangibile dell'opera programmata, grazie al lavoro svolto negli anni precedenti, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e costruire una nuova prospettiva di sviluppo per la città".
E' certamente vero, come affermato dal sindaco, che la programmazione degli anni scorsi ha dato alcuni suoi frutti con opere importanti. Resta, comunque, ancora tanto da fare visto i passati dodici mesi trascorsi a combattere contro la nuova crisi industriale, la permanente crisi occupazionale ed i ritardi tecnici sul completamento di diverse opere, per non parlare poi della paralisi "politica" del Pd, ovvero di quello che dovrebbe essere il principale perno su cui poggia tutta la maggioranza di centro-sinistra.
Ad onor del vero, lo stesso sindaco, non ha omesso di fare una certa autocritica - sia pur parziale - proprio sul "perché" di questi ritardi. "La concretezza dell'azione amministrativa, segnata sicuramente anche da limiti e ritardi, - ha detto Vozza - è una risposta doverosa alle aspettative e ai bisogni di una città alle prese con un disagio economico e sociale profondo e crescente. Non sfugge a nessuno che la fase di recessione economica può avere effetti devastanti in una città come la nostra e che le armi a disposizione di un ente locale per affrontarla non possono essere sufficienti. Eppure proprio partendo da un'assunzione di responsabilità e dall'impegno concreto di ciascun livello territoriale di governo è possibile affrontare la crisi, particolarmente grave a Castellammare se si guarda all'aspetto occupazionale. Gli effetti della crisi economica attuale si aggiungono e, per una certa parte, si sovrappongono alle difficoltà già presenti nei più importanti insediamenti industriali cittadini".
Il riferimento è ovviamente a Fincantieri, con tutto il mondo dell'indotto, toccata oggi dal rischio di un calo delle commesse, e ad Avis la cui proprietà ha annunciato di voler dismettere l'insediamento stabiese. Anche la Meb, negli ultimi tempi, ha fatto ricorso alla cassa integrazione per una parte dei suoi dipendenti.
In una città media, del resto, puntare esclusivamente su un settore significherebbe condannarla al declino, né può sfuggire il fatto che il turismo è un comparto ancora più esposto di quello della produzione industriale alle diverse oscillazioni delle fasi economiche, con inevitabili ricadute sui livelli occupazionali. Un ragionamento serio sulla ripresa economica e produttiva non può prescindere da queste importanti realtà.
Combattere contro la marginalizzazione economica e sociale che rischia tutta la nostra comunità, significa condurre una battaglia fondamentale per le giovani generazioni, per offrire loro occasioni e speranze per costruire qui il loro futuro e non cercarlo lontano dalla loro terra d'origine che corre sempre di più il rischio di restare priva delle sue forze migliori.
Essere all'altezza di questo compito, tuttavia, sarà la vera prova del nove di questa Amministrazione.
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Na tazzulella 'e cafe' - 02-01-2009
Secondo un noto dizionario: "Pluralismo è la concezione (opposta all'ideologismo autoritario) che, ravvisando nella realtà sociale il carattere della molteplicità, riconosce alle persone il diritto di riunirsi in libere associazioni - movimenti, partiti, sindacati ecc. - e a queste la funzione di concorrere alla realizzazione del bene sociale". Pluralismo, in sostanza, sta conquistando il posto della parola libertà. Quest'ultima, grazie soprattutto all'opera inflativa fatta da Silvio Berlusconi, ormai è diventata una parola logora ed abusata. Ha perso tutto il suo "impegno", le sue implicazioni etiche, morali o talvolta eroiche che non escludono il supremo sacrificio. Oggi troviamo le case, i partiti e persino le tv della libertà od, addirittura, "delle libertà" perché, evidentemente, una non ne basta e così è meglio clonarle. Un po' come fanno certi ingegnosi criminali con le carte di credito.
Il termine pluralismo, tuttavia, non sta messo meglio. Sempre più spesso lo ritroviamo stampato sulle bocche dei suoi nemici, occulti o palesi, che lo usano in forma smorzata, ragionieristica oppure in malafede.
Per esempio, qualche tempo fa, un noto personaggio politico si avventurò in una parabola dal vago sapore evangelico. Con riferimento allo stato dell'informazione nel nostro paese disse: "Un gregge composto di pecore bianche e da una certa minoranza di pecore nere è certamente un gregge pluralista". Chi mai si sognerebbe di dire, invece, quello è un gregge "libero"? Nessuno, credo. Per definizione un gregge non può essere libero. Ha bisogno del "suo" pastore che, spesso, contrariamente a quello evocato nelle Sacre scritture, non è nemmeno tanto buono.
Gli italiani, per quanto da sempre sensibili a certe sirene più o meno autoritarie, fondamentalmente sono pluralisti. Questo non significa, come detto, che però sono liberi.
Qualche esempio d'italico pluralismo? L'italiano non si accontenta mai di un caffè: lo vuole personalizzato. Chi ordina un caffè, chi un espresso, chi una moka. E non finisce qui. Ci sono le varianti: liscio, ristretto, lungo, corretto. Corretto? Certo, ma col Cognac, con il Baileys oppure macchiato. Chi, invece, lo vuole decaffeinato; normale ma con la panna, senza zucchero, col dolcificante, con lo zucchero di canna, con lo zucchero a zollette, con uno, due, tre... cucchiaini.
Insomma, un po' come le tante composite letture che danno alle agenzie di stampa, appena trenta secondi dopo la sua conclusione, gli uomini - e per pluralismo aggiungo pure le donne - dei partiti politici, del messaggio del Presidente della Repubblica la sera dell'Ultimo dell'anno.
Napolitano prepara "o' cafè" e gli altri lo servono e, soprattutto, lo"danno a bere"... all'opinione pubblica come meglio gli pare e gli conviene. Proprio come recita la famosa canzone di Pino Daniele. Appunto.
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Buon Anno Nuovo 2009 - 01-01-2009

Buon Anno Nuovo 2009
A tutti i lettori del mio Blog...
... e del mio Feed RSS!
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Un 2009 strepitoso, ma solo per gli evasori! - 31-12-2008
In questi giorni non c'è talk show o trasmissione televisiva che non ci propone le previsioni dei vari astrologhi per il nuovo anno. Così veniamo a conoscenza che "A causa del transito di Giove in quadratura col Sole in seconda casa e all'opposizione di Venere con Urano in nona" siamo da considerare in pratica dei miracolati se non veniamo investiti da un meteorite nel mezzo del nostro soggiorno! A sentire loro, gli astrologhi, sarà un anno di rinnovamento per l'Acquario, d'alti e bassi per la Bilancia, di rinunce per gli Scorpione e per i Vergine (fatevene una ragione anche per quest'anno, quindi...) e di cambiamento per i Leone. Per tutti gli altri un bel pareggio. Una X come al Totocalcio. A proposito, ormai nessuno più gioca la cara vecchia schedina. Se malauguratamente vinci, ti trattengono pure un sacco di soldi in tasse! Già le tasse... Tra tutte le "bestie" che popolano lo zodiaco, il segno vincente, pure nel 2009, sarà quello dell'Evasore. Infatti, grazie ai provvedimenti varati dal governo, il montepremi per questi nati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre... si annuncia davvero sostanzioso.
Pensate che sarà concessa al contribuente oggetto di verifica fiscale, la possibilità di ridurre il pagamento delle relative sanzioni previste alla metà rispetto al normale accertamento con adesione (1/8 delle sanzioni minime applicabili invece di 1/4). Sul piano dell'etica, la misura molto bassa della sanzione, è un vero e proprio incentivo ai comportamenti scorretti.
Come se non bastasse, il recente DL "Anti-crisi" ha incluso un altro provvedimento a favore dei contribuenti disonesti. Infatti, in caso di "ravvedimento operoso", un contribuente (in particolare se titolare di redditi di lavoro autonomo o d'impresa) che non dichiari fedelmente il reddito conseguito, può integrare la propria dichiarazione entro l'anno successivo pagando una sanzione pari al 10% delle maggiori imposte relative al reddito non dichiarato originariamente, oppure attendere l'eventuale controllo del fisco e pagare, se scoperto, una sanzione pari al 12,5% delle imposte evase!
Secondo l'istituto Nens "La lotta all'evasione fiscale sta andando male, e questo non é un caso: dal primo decreto di finanza pubblica di maggio al recente decreto anticrisi (DL 185/08) di novembre, sono state smantellate le principali misure antievasione approvate precedentemente dal parlamento. Si è eliminato la tracciabilità dei compensi dei professionisti; si è innalzato l'importo massimo per rendere non trasferibili gli assegni, si è abolito la trasmissione telematica dei corrispettivi, si è cancellato l'obbligo di tenere un elenco clienti-fornitori facendo così capitolare la co-responsabilità nel pagamento delle imposte tra committente, appaltatore e subappaltatore. Infine, si è ridotto - come detto - drasticamente le sanzioni".
L'evasione, quindi, aumenta ed aumenterà ancora di più il prossimo anno. "Lo Stato continuerà a perdere entrate anche nel 2009 - sostengono gli esperti del Nens - e questo creerà presto nuove pressioni sui saldi di finanza pubblica proprio in un momento in cui servono più risorse per finanziare misure di sostegno all'economia".
Mancano, ormai, solo poche ore all'arrivo del nuovo anno. Nell'attesa del messaggio a reti unificate del nostro Presidente della Repubblica, ho scovato sul web (dal blog dell'amico "nanoburningrome") questo video del nostro Premier, esplicitamente rivolto ai nati sotto il segno dell'Evasore.
Buon Anno! (A tutti gli altri, ovviamente).
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Pacco, Doppio pacco e Contropaccotto... di Silvio - 28-12-2008
Il governo Berlusconi ha recuperato in un anno 2,3 miliardi d'euro d'evasione fiscale! Lo so, detta così, sembra la barzelletta dell'anno eppure, approfittando dello stordimento post abbuffata natalizia, i vari Tg hanno tentato di darla a bere a milioni d'italiani nella giornata di Santo Stefano.La rivista "online" dell'Agenzia delle entrate (ramo del Ministero dell'Economia), "Fisco oggi" ha così fatto sapere venerdì mattina che tra il 1° gennaio e il 30 novembre di quest'anno le riscossioni da accertamento hanno raggiunto i 2,3 miliardi (ben il 46% in più rispetto allo stesso periodo del 2007). E il merito di questo "risanamento" di chi sarebbe? Del governo, ovviamente! In particolare, sarebbe merito della "sua" inflessibile lotta agli evasori fiscali.
Passano le ore e così alcuni esponenti di rincalzo del Pdl (nel silenzio assordante però di quelli della Lega...) si avventurano nel tessere le lodi dell'efficace azione di "contrasto" che proverebbe - a loro dire - "che il governo è impegnato nella lotta all'evasione".
A sera, - comunque ancora in tempo per una possibile rettifica dei Tg del "prime time" che, invece, a parte il Tg3, l'hanno ignorata completamente - una nota della Cgil fa sapere che si tratta de "l'ennesima grossolana mistificazione. Chiunque sa che questi numeri sono riferiti all'attività d'accertamento che l'Agenzia ha effettuato nell'anno precedente. In realtà, "la situazione futura non potrà che peggiorare, visto il forte definanziamento di tutti i principali strumenti di lotta all'evasione a partire dalle agenzie e il taglio netto sferrato dal governo ai fondi destinati agli incentivi del personale addetto alla lotta all'evasione".
A questo punto pure l'ex ministro Pier Luigi Bersani annuncia alle agenzie che: "L'accertamento non basta perché sta calando la fedeltà fiscale. E poi aspettiamo ancora che Tremonti ci faccia conoscere i dati". E in ogni caso: "I risultati nel recupero di risorse evase sono coerenti con il piano messo a punto lo scorso anno dal governo Prodi". E sì, c'è scritto proprio "PRODI". Ricordate quel governo che aveva il "vampiro" Visco, il "terrore di ogni evasore", ministro delle Finanze?
Scoperto il primo "pacco" sotto l'albero "mediatico" allestito dal governo, passiamo a scartocciarne un altro: un bel "doppiopacco". Qui, sotto il luccicante fiocco rosso c'è scritto "Social card". Bene, anzi male! Sono più di 100.000 i cittadini "indigenti" - formula magica di quel "linguaggio alla vaselina" che oggi sostituisce il troppo pessimista "povero" così come la "collaboratrice domestica" rimpiazza il più umiliante "serva" - che per Natale, pur avendo ricevuto, dopo un'estenuante trafila burocratica tra caf ed uffici postali, l'agognata tessera magnetica, ancora devono vedersi accreditare un solo euro. Perciò nessuna possibilità di fare la spesa nel supermarket convenzionato - che spesso non è nemmeno quello più vicino a casa - in vista delle "Sante feste". Difficilmente, peraltro, la situazione cambierà per l'ormai imminente cenone di Capodanno.
Pacco, doppiopacco... e il contropaccotto? Et voilà! E' la stessa voce di Silvio Berlusconi, durante una telefonata alla comunità di Don Gelmini (nomen omen?) ad annunciare che il prossimo anno sarà "durissimo" per gli italiani, ma che il governo è intenzionato a svolgere il suo compito fino in fondo. Come? Beh, avviando, fin da subito, la "riforma della giustizia" e la drastica riduzione delle intercettazioni!
E adesso godetevi pure il video tratto dal celebre film di Nanni Loy "Pacco, Doppiopacco e Contropaccotto". Ogni riferimento a fatti, persone o governi realmente esistenti è puramente casuale.
- Il video è sul blog alla pagina del post -
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Berlusconomics - 23-12-2008
E il premier ordinò alle formiche di mettere le ali. Così per Silvio Berlusconi (nella rituale conferenza stampa di "fine anno", in diretta televisiva e in "prime time" su Rai1) gli italiani supereranno la crisi solo se "spenderanno di più", anche se non è lecito sapere con quali soldi! La realtà delle cose, purtroppo, è assai diversa. La crisi delle dell'economia reale si annuncia lunga e profonda. Tutte le economie avanzate stanno entrando o sono già entrate - come nel nostro caso - in recessione. Il problema principale della politica economica dei vari governi, perciò, è diventato come affrontare questa crisi.
Gli strumenti "standard" di politica monetaria oggi appaiono inadeguati o insufficienti. Finora a poco sono servite le sforbiciate ai tassi d'interesse mentre, allo stesso tempo, tra i cittadini continua a crescere il clima di sfiducia. Confidustria prevede la perdita di almeno 600.000 posti di lavoro (i sindacati parlano invece di oltre un milione).
Perché il Governo italiano, di fronte ad una crisi così grave, non ha messo in pratica un piano d'intervento anti-ciclico? Perché ha così ostinatamente negato la riduzione delle imposte sui redditi medi e bassi da lavoro e da pensione? Ufficialmente Tremonti ha sostenuto che, dato il nostro pesantissimo debito pubblico, i mercati ci avrebbero punito con l'aumento dei tassi di interesse sui Titoli di Stato. Certo è tutt'altro che un'ipotesi inverosimile, tuttavia, qualsiasi studente di economia sa che in una prospettiva di prolungata recessione, di fronte al rischio di depressione, per rendere sostenibile il debito pubblico, puntellare il PIL è più importante che tentare, inutilmente, il controllo del deficit.
"Tremonti cerca di giustificare la sua inattività - sostiene l'economista dell'istituto NENS Valentino Larcinese - con l'argomento del rigore fiscale, sul quale, per la verità, in passato si è guadagnato ben poca credibilità". Da dove prendere allora questi soldi? Per l'economista non sarebbe ingiustificato chiedere un contributo maggiore proprio a chi ha beneficiato di più negli ultimi anni. "Un intervento per il salvataggio di un sistema che li vede generosamente remunerati. Sarebbe un onere che una classe dirigente ed un'élite economica responsabili e previdenti, e soprattutto all'altezza della drammaticità del momento, dovrebbero saper percepire come un dovere". Già...
Infatti, a guardare bene i contenuti del DL "Anti-crisi" Il rigore sbandierato dal governo si sfarina in una serie di "una tantum" dal sapore populista. I lavoratori dipendenti, i pensionati ed i precari poveri ricevono qualche briciola attraverso la social card, il bonus famiglie e qualche sussidio di disoccupazione in deroga. I redditi bassi e medi di lavoratori dipendenti e pensionati, viceversa, non hanno nulla. Si tratta quindi di un'operazione regressiva sul piano della re-distribuzione del reddito.
Allo stesso tempo però, il governo non rinuncia a lisciare il pelo al "proprio" zoccolo duro elettorale. "Il patto implicito - sostiene l'economista Stefano Fassina - sottostante alle misure di Tremonti prevede, infatti, l'esclusione dei redditi da lavoro autonomo, d'impresa e professionale dagli interventi di sostegno ai redditi in cambio della sostanziale legittimazione all'evasione". In sintesi, tanti potranno nascondere al fisco una quota maggiore di redditi ma la stragrande maggioranza delle risorse perse dal Bilancio dello Stato si concentrerà nelle mani di pochi (qualche centinaia di migliaia) medi e grandi evasori.
Il patto tremontiano è però più articolato e si rivolge a vari interessi corporativi. Si pensi alle banche o alle grandi imprese manifatturiere, sia private che pubbliche (con buona pace di Robin Hood), per le quali, in cambio di supporto politico e mediatico, si smantellano le riforme pro-concorrenza: dalla portabilità dei mutui alla class action, al ridimensionamento delle authority di controllo ecc. "Un patto corporativo - chiosa ancora Fassina - offerto pure ai sindacati confederali giudicati "amici", con il rafforzamento dei poteri e dello status delle burocrazie sindacali nella gestione in esclusiva di funzioni pubbliche (dalla formazione all'indennità di disoccupazione) in cambio dell'abbandono del terreno negoziale e dell'accettazione di una generalizzata compressione dei salari".
A Napoli un vecchio adagio popolare vuole che: "Quanno 'a furmica mette 'e scelle, allora vo' murì". Quando la formica mette le ali, allora vuole morire. Ogni altro commento è superfluo.
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La questione morale c'è ed è inutile negarla - 18-12-2008
Nel linguaggio politico la geometria la fa da padrona. Si è soliti dire: riunione al vertice, sentire la base, allargare l'area del consenso, sviluppare il raggio d'azione, fare quadrato. Ora sta tornando a spopolare una funzione trigonometrica. La tangente. Tangente viene dal latino tàngere, toccare. In geometria, la tangente è una linea retta che tocca in un sol punto una linea curva. Sfilare per la tangente vuol dire svignarsela. Ma la tangente, come detto, oggi è più nota per i suoi risvolti penali. Infatti è diventato sinonimo di corruzione di pubblico amministratore. Si potrebbe parlare anche di "bustarella" ma l'eleganza geometrica del termine sembra nobilitare la volgarità penosa del contenuto. Al barbiere si dà la mancia, all'impiegato la bustarella, all'assessore la tangente.
Da tangente deriva anche tangenziale, la strada di scorrimento attorno ai grandi centri urbani. La tangenziale snellisce il traffico degli autoveicoli, la tangente quello delle pratiche burocratiche ed amministrative. Dalle aule scolastiche la tangente è passata a quelle dei tribunali. Per il filologo Cesere Marchi "Ci fa venire in mente sempre Euclide, però non è più una cosa retta".
La ruberia è un vizio antico. Persino la Chiesa, qualche anno fa, fece presente ai sacerdoti che bisogna distinguere tra la cassa del parroco e quella del parrocchia. Tangentopoli, quindi, non è la città delle tangenti. E' uno stato, forse un impero di cui siamo più o meno inconsapevolmente cittadini.
Certo non è vero - come spesso si dice - che tutti sanno: molti intuiscono, ma pochi sono in grado di valutare l'ampiezza, se non a posteriori, del fenomeno. Mentre qualcuno riempie il sacco, altri lo nascondono.
"I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze ed i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune". Lo sosteneva Enrico Berlinguer nella famosa intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari su Repubblica nell'ormai lontano 28 luglio del 1981.
Le cronache di oggi confermano che poco o nulla è cambiato.
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Napoli spara e il governo suona la zampogna - 15-12-2008
Napoli spara! Napoli serenata calibro 9. Napoli violenta. Sono tutti titoli di quei film "polizieschi" all'italiana tanto in voga negli anni '70. E proprio come in uno di questi film l'altra sera a Mergellina, il lungo mare di Napoli per antonomasia, due ragazzi sono stati gravemente feriti dai colpi di arma da fuoco esplosi da una terza persona, anch'essa ferita ed ora piantonata in ospedale. Secondo quanto accertato dalla Polizia i due giovani sono stati feriti dopo un litigio tra alcuni occupanti uno dei tavoli vicino a quello dove si intrattenevano. A sparare sarebbe stato un uomo di circa 40 anni che è fuggito in sella a uno scooter. I feriti sono una ragazza di 23 anni e un ragazzo di 27 anni. Entrambi sono attualmente in prognosi riservata e in pericolo di vita.
La ragazza è stata raggiunta da una pallottola alla spalla che si è fermata a pochi centimetri dal cuore. Al ragazzo, invece, ferito all'addome, è stato asportato un rene, parzialmente il fegato, l'intestino e il pancreas.
L'episodio si è verificato poco dopo le 3.30 di mattina nei pressi degli chalet "Delle rose" e "Primavera". Secondo le ricostruzioni compiute dalla Polizia la lite sarebbe scoppiata tra alcuni giovani seduti a un tavolino. Un litigio sfociato in vera e propria rissa nella quale sono state lanciate sedie e bottiglie e durante la quale sarebbero comparsi anche dei coltelli.
Un uomo è stato ferito alla schiena. A quel punto sarebbe salito a bordo della sua moto indossando il casco e iniziando a sparare all'impazzata. E proprio in questo frangente che i due giovani sono rimasti feriti.
Questa la drammatica cronaca dell'accaduto. Adesso una domanda sorge spontanea. Che fine hanno fatto tutte quelle ronde di nostri valorosi militi che i telegiornali, fino a qualche mese fa, ci mostravano a ciclo continuo? Vuoi vedere che visto l'approssimarsi del Natale, in osservanza di una nuova e segretissima direttiva emanata all'unisono dal Ministero degli Interni e della Difesa, girano travestiti da zampognari dalle parti di San Gregorio Armeno?
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Berlusconi for dummies - 07-12-2008
Una storiella dei tempi della "Prima Repubblica" narra di un candidato alle elezioni che tenne un comizio in un paese del meridione, esordendo: "Se mi darete 'o voto, vi farò fare nu ponte". Dal pubblico si levò una voce: "Nun tenimmo 'o fiume". E l'altro, prontissimo: "Pure 'o fiume, pure 'o fiume!".Vero o inventato, l'aneddoto coglie in flagrante demagogia il politico che, pur di guadagnare consensi, non esita a promettere all'elettorato le cose più assurde. La demagogia è la degenerazione, il disfacimento della democrazia. È un uso distorto delle libertà democratiche che lusinga le masse, incitandone gli istinti meno nobili, promettendo in apparenza il soddisfacimento delle loro aspirazioni economiche e sociali, in realtà per conquistare, grazie al voto, il potere. Per fare breccia nelle folle, il demagogo non usa il linguaggio rigoroso della ragione, bensì quello infuocato della passione cui le masse sono più sensibili.
Con la scesa in campo di Silvio Berlusconi, la demagogia è assurta a vertici più alti e più lirici. Si è abbandonato - nel nome della spasmodica ricerca del consenso - il "politichese" per parlare il "gentese", una lingua all'apparenza semplice, in grado di entrare subito in contatto con la gente. Slogan vincente del "berlusconismo" è stato la promessa di togliere di mezzo "i politicanti di mestiere". Forse è l'ultima ideologia - o la prima videologia - che osi prefigurarsi, come scopo finale, la felicità in terra, ma più verosimilmente è la logica del profitto che, per vincere, non ha più bisogno d'intercessioni politiche.
Silvio non discute, afferma. Non dimostra, proclama. Se c'è un merito, è suo. Se c'è una colpa, è degli altri. Ha sempre un'alta considerazione di se stesso: "Io sono l'unto dal Signore; c'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente".
Eppure, ai fatti Berlusconi ama contrapporre le percentuali aleatorie dei suoi sondaggi. Il 33% di questo, il 52% di quello... il tutto moltiplicato per il 100% delle sue insopportabili "berlusconate" a cominciare dalle candidature d'improbabili personaggi dello star system intinte in un mare di lustrini e paillettes.
"ILLIBERALE", tutto ciò che non gli spiana la strada. Berlusconi è l'emblema di una destra confusa, sguaiata, inaffidabile, preda di quell'atmosfera di vendetta che nei film western viene sottolineata dal suono lugubre e minaccioso di una campana. Un giorno, dal suo teatrino mediatico, recita la parte del garantista. Tra cieli tersi e nuvole candide, si libra in avventurosi voli pindarici. Vira, cabra, picchia con intemerata loquela contro quei magistrati - le famigerate "toghe rosse" - colpevoli d'indagare, tra l'altro, su corrotti e mafiosi. Il giorno dopo, invece, come un ussaro che batte la grancassa, il Cavaliere aizza le sue orde contro lo stato di diritto: scopre la tolleranza zero. Agli immigrati, tra gli osanna leghisti, manda a dire: "Se c'è da lavorare duro non stiano lì a guardarci, non vengano a mettere i piedi sul tavolo in casa nostra". È evidente, questa destra non sa quello che vuole e quindi non sa nemmeno quello che dice.
Silvio è un simbolo, anzi di più: un feticcio. I "suoi" devono essere a sua immagine e somiglianza: ricchi, scaltri, prepotenti, furbi, impazienti. Un circolo di cloni; anzi di "berluscloni" in provetta imposti a colpi di spot e lampade solari. Ecco il nuovo che arranca, gente capace di confondere la politica con gli affari, la Sardegna con la Lombardia e magari la tv con la lavatrice!
"Colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare" sosteneva Niccolò Machiavelli. Questo è l'andazzo e dobbiamo rassegnarci. Prepariamoci perciò uno di questi giorni a sentirci raccontare: Il tubo di scarico e il tubo catodico coincidono. Un nuovo miracolo italiano (sic!).

